Modellamento Glaciale


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Il modellamento glaciale (erosione dei ghiacciai)

L’azione morfologica dei ghiacciai al pari di quella del vento esige condizioni climatiche speciali. O meglio: condizioni speciali di clima sono necessarie per l’esistenza stessa dei ghiacciai.
Occorre, cioè che le condizioni locali di temperatura siano tali, che non tutta la neve caduta nell’anno possa esserne sciolta: che si abbiano, perciò, nevi permanenti, dalle quali si formano il ghiaccio dei ghiacciai.

Anche ai ghiacciai è attribuito un intenso potere erosivo. Sono presenti, intanto, due circostanze.

Nelle montagne particolarmente elevate, sono presenti particolari condizioni di clima per le quali la disgregazione delle rocce è energica, dovuto alla forte insolazione,ad alti sbalzi di temperatura e l’intervento continuo del susseguirsi fra gelo e disgelo.
Dunque, cosi, vi è preparazione di abbondante materiale, che il ghiacciaio può prendere e deporre.

La seconda circostanza quando il materiale detritico, più o meno grossolano, ch’esso assorbe, e che, costretto alla grave pressione e dal movimento del ghiacciaio, esercita uno strofinamento e quindi un usura sopra il letto della lingua ghiacciata.
Ne risulta una levigatura, arrotonda tura e anche striatura, cosi del letto roccioso come del materiale frammenti zio e la formazione di una polvere sottilissime, che è pure il prodotto di quest’azione di usura e che a sua volta serve a intensificarla. Il risultato consiste nella formazione dei cosiddetti ciottoli striati.

Per comprendere l’importanza morfologica dell’azione erosiva dei ghiacciai, occorre porre mente al mondo nel quale essa deve manifestarsi, tanto diverso rispetto a quello nel quale si svolge l’azione erosiva esercitata dai corsi d’acqua.

Questi, infatti sembrano concentrare la loro azione erosiva lungo una linea, che viene via via approfondito: per le valli normali si suole parlare, infatti, di una “ una linea di fondo”.

Il corso d’acqua, quindi, erode e approfondisce il fondo vallivo lungo una linea. Il risultato dovrebbe essere sempre in una forma a gola, se sui due fianchi non si frapponesse l’azione disgregatrice degli agenti atmosferici.
Le conseguenza di tutto ciò è che, man mano che il fiume approfondisce il proprio letto, i due fianchi opposti non si mantengono verticali, e quindi paralleli tra loro, ma si scostano verso l’alto, e la sezione trasversale della valle assume quindi l’aspetto di una V.

Il ghiacciaio, diversamente al corso d’acqua, non concentra la propria azione erosiva sopra una linea, ma la divide su tutta la superficie di una fascia ampio quanto esso stesso è ampio. D’altra parte, con la potenza della loro grande massa ghiacciata, difendono contro l’azione erosiva del disfacimento la parte inferiore dei fianchi della valle.
Il risultato morfologico è nel modellamento di una specie di gigantesca doccia in correlazione della massa del ghiacciaio che ha avuto corso nella valle: fondo ampio e pianeggiante dal piede di un fianco all’altro, e lateralmente pareti perpendicolari che si raccordano col fondo mediante dolci incurvature- è quella che si dice a U.

La valle risulta, dunque, in un certo modo, di due modellamenti differenti: glaciale in basso, nella parte superiore dei fianchi invece e normale; e il limite tra i due è dato da un’angolosità caratteristica nel profilo trasversale della valle. Ma, tra i due modellamenti, quello dato dal truogolo glaciale è sicuramente quello che dà il carattere essenziale al paesaggio vallivo normale.
D’altronde, il fondo di una valle glaciale si distingue nettamente non soltanto per la caratteristica sezione e per la tipica forma a doccia o a truogolo, ma anche per caratteri minori, che devono apparire anche questi tanto più evidenti, se si paragone tra il modo di agire di un corso d’acqua e quello di ghiacciaio.

Immaginiamo che un corso d’acqua in fase di erosione incontri una zona di roccia molto resistente compresa tra rocce morbide, facilmente erodibili.

Quella zona di roccia resistente renderà più lenta l’azione erosiva del fiume: ma questo ritardo si trasmette anche verso monte, dove pur sono rocce morbide, perché il fiume non può con la propria abrasione scavare a monte più che a valle, cioè non può creare una contropendenza nel proprio letto.

Il ghiacciaio agisce diversamente: se si pensa ch’esso si muove giù per la valle con meccanismo tale da farlo sembrare un corpo plastico, si può comprendere ch’esso può superare facilmente ostacoli inseriti al suo cammino; questo, dunque, non è alterato o interrotto dal fatto che il ghiacciaio trovi alternanze di rocce più o meno resistenti: erode meno intensamente le prime, più rapidamente le seconde, crea quindi differenze sul suo fondo,ma cammina ugualmente.

Ne risultano frequenti salti topografici nel fondo delle valli glaciali, in frequenti contropendenze occupate da laghi, quando il ghiacciaio non esista più, e in frequenti rilievi rocciosi.

Fin qui il modellamento esercitato da un grande ghiacciaio vallivo, che abbia i suoi bacini di alimento presto le creste maggiori di una catena principale; lo stesso nelle valli laterali, che portino le loro testate fino a creste ugualmente elevate: è come un gran reticolo di docce glaciali, al disopra delle quali si levano i fianchi dei contrafforti minori, i quali per la loro minore elevazione, non hanno ghiacciai vallivi.
Essi occupano, dunque soltanto la parte superiore di valloni laterali; e in essa soltanto esercitano perciò la loro azione modellatrice, mentre nella parte inferiore dei valloni stessi sono le acque correnti l’agente modellatore.

Ne viene di conseguenza quindi che solamente quella parte superiore è erosa ampiamente, ciò porta alla formazione di una specie di grande nicchia, incisa sotto la linea di cresta: limitata sul retro da pareti assai ripidi, delimitata sul dinnanzi e in basso da un inizio pianeggiante, col fondo spesso contro pendente rispetto a questa soglia esterna, in modo che, una volta scomparsa il piccolo ghiacciaio, vi si forma un lago.

Queste sono le caratteristiche del paesaggio glaciale, inconfondibili come quelle di qualsiasi altro agente morfologico, e tali da determinare la particolare bellezza paesaggistica della alte montagne.

Altre informazioni sull'azione del vento e del mare nella modellazione del paesaggio terrestre.

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